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Per le persone con autismo l’Educazione rappresenta molto più di un diritto fondamentale: l’educazione è indispensabile per compensare le difficoltà ed estrarre un significato dalle più semplici esperienze acquisendo il maggior grado possibile di autonomia.
Ogni azione riabilitativa per l’autismo, allo stato attuale delle nostre conoscenze su questa sindrome, richiede un’azione fondata sull’Intervento educativo specifico.
(Autism Europe 2003 - L’approccio psicoeducativo)
Le principali finalità del lavoro dell’Educatore NPI interessano azioni rivolte a diverse aree di intervento: la generalizzazione dell’esperienza, la comprensione delle proposte sociali, lo sviluppo dell’intersoggettività, il potenziamento dell’autonomia (personale, scolastica, lavorativa), la gestione dei problemi di comportamento, il rinforzo delle abilità cognitive, la facilitazione dell'inserimento e dell’integrazione scolastica attraverso la collaborazione attiva con i docenti e la proposta di insegnamenti individualizzati e tecniche di insegnamento specifiche.
L'approccio all'autismo si avvale di strategie educative specifiche tra cui la concordanza luogo-attività, la comunicazione stabile, l’azione prevedibile, l’organizzazione della struttura delle attività il cui scopo è quello di compensare le difficoltà di comprensione dei messaggi e del significato delle situazioni trasformando indicazioni astratte in indicazioni concrete eliminando elementi ridondanti e semplificando le richieste e le situazioni, agendo sullo spazio fisico e sulla sequenza delle azioni necessarie per lo svolgimento del compito.
Bambini e adolescenti:
· 3-6 anni: Interventi multimodali e intensivi
· 6-14 anni: Interventi psicoeducativi scolastici e abilitativi delle competenze
· 14-18 anni: Interventi educativi di minore intensità, maggiore presa in carico di rete con interventi territoriali in collaborazione con i servizi socio-assistenziali e le famiglie
- Valutazione funzionale (osservazione sistematica, valutazione informale, PEP-R PEP3)
- Definizione e condivisione degli obiettivi in equipe sanitaria con i genitori, gli insegnanti e gli operatori sociali sulla base della valutazione funzionale
- Interventi educativi in ambulatorio, a casa e a scuola.
- Incontri periodici (consulenze-verifiche) con docenti e genitori
- Coinvolgimento attivo dei genitori nell’intervento psicoeducativo riabilitativo
- Docenza a corsi di formazione sull’autismo rivolti a genitori ed insegnanti
- Coordinamento di “tavole rotonde” all’interno della scuola per la condivisione di strategie di intervento
- Preparazione del passaggio al livello scolastico successivo
- Interventi a domicilio e sul territorio in collaborazione con gli educatori dei servizi socio-assistenziali.
- Aggiornamento periodico della valutazione funzionale
Sedute di lavoro individuale e in piccolo gruppo. Intervento educativo personalizzato.
· Sviluppo di abilità cognitive
· Sviluppo dell’Intersoggettività
· Sviluppo di abilità di generalizzazione
· Sviluppo di azioni di autonomia
· Azioni di gioco sociale e simbolico, imitazione e rispecchiamento
· Strutturazione educativa: Agende e calendari visivi, attività strutturate, organizzazione di spazi e tempi, costruzione di codici condivisi con l’ausilio della CAA ([a]Comunicazione Aumentativa ed Alternativa)
· Facilitazione educativa in ambito didattico: costruzione e utilizzo di attività che favoriscono la comprensione delle proposte.
· Gestione di situazioni problematiche e sviluppo del comportamento adattivo
La principale finalità consiste nel facilitare le relazioni sociali favorendo la condivisione di esperienze, la reciprocità sociale e la comprensione di regole di comunicazione verbale e non verbale attraverso simulate, giochi di scambio e attenzione congiunta, racconto spontaneo con mediazioni oggettuali, indicazioni cartacee stabili, elaborazione di testi.
L’analisi del compito con rinforzo visivo potenzia abilità di svolgimento di azioni procedurali in sequenza (fare la spesa, cucinare un dolce)
· Interventi educativi in famiglia.
· Organizzazione di spazi di lavoro al tavolo (attività scolastiche: comprensione e organizzazione delle proposte)
· Azioni di autonomia: preparasi la cartella, organizzare il tempo libero…
· Progetti finalizzati alla gestione di specifici problemi di comportamento: difficoltà di contenimento al supermercato, difficoltà ad adattarsi al cambiamento di un percorso stradale…
· Interventi educativi nella scuola
· Consulenza funzionale sulle strategie educative
· Lavori in piccolo gruppo: racconto di fiabe con ausili visivi
· Preparazione del passaggio di livello scolastico: incontri con i Dirigenti scolastici, i genitori, le future insegnanti, sperimentazione del percorso casa-scuola (genitori), lavoro all’interno della nuova scuola, strutturazione in aula (se necessaria) e conoscenza degli ambienti.
Il progetto Educativo rischia di rimanere limitato se non nasce e si sviluppa in una dimensione esistenziale più ampia di quella che rimane tra le mura dell’ambulatorio, una dimensione che lo trasformi in un vero progetto di vita. È in questo passaggio che il lavoro di rete diventa fondamentale.
L’esperienza di apprendimento deve essere sperimentata simultaneamente in tutti i contesti di vita del bambino per consentire la condivisione e l’utilizzo delle metodologie educative specifiche nella struttura riabilitativa, nella scuola e in famiglia.
* Clea Terzuolo
Educatrice
Per informazioni e suggerimenti:[y]autismo@asl16.sanitacn.it
Per informazioni educatrice: Clea Terzuolo
Ambulatorio per l'autismo e i disturbi da alterazione globale dello sviluppo psicologico
Via Torino, 2 - Mondovì (Cn), Tel. 0174.552033
Struttura di Neuropsichiatria Infantile ASL CN1 - Presidio Ospedaliero di Mondovì, Direttore: Dott. Franco FIORETTO
Coordinamento Autismo, Responsabile: Dott. G.M. ARDUINO
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